Come ripensare l’abitare  tradizionale

L’esperienza di Aliseicoop nel campo dell’Housing sociale ed il knowhow di chi da sempre ha esplorato il difficile problema del disagio abitativo nelle sue molteplici implicazioni, tornerà utile   per individuare soluzioni innovative di raccordo tra domanda ed offerta.

Consentirà di esplorare nuove modalità dell’abitare, indagando sulla replicabilità di soluzioni (già in atto in altri contesti nazionali ed europei) che sfruttano le potenzialità degli immobili e, al tempo stesso, soddisfano differenti esigenze, sia pratiche ( domanda abitativa di tipo emergenziale, fabbisogno di alloggio  temporaneo,richieste stabili), sia socioculturali ( abitudini abitative,differenti modalità di intendere casa e servizi collegati).

I dati relativi alla mappatura del  patrimonio inoccupato (pubblico,privato  e del privato sociale) e gli elementi individuati sui reali fabbisogni di coloro i quali non hanno oggi accesso al mercato immobiliare, saranno dunque valutati per attivare soluzioni innovative di housing sociale in linea con le moderne esigenze abitative.

La mappatura, da un lato, la fotografia delle esigenze, dall’altro, saranno, in sostanza,incrociate per  favorire laddove possibile un  “concetto innovativo di abitabilità” più rispondente ai bisogni di mobilità della società attuale, che superi il tradizionale modello di permanenza e stabilità, per articolarsi in modalità abitative rispondenti alle mutate condizioni di vita e di lavoro, peraltro non solo dei migranti, ma anche di larghe fasce di popolazione autoctona.

Va precisato che l’ housing  sociale si caratterizza per una  grande diversità di situazioni e soluzioni.

Si tratta infatti di un fenomeno in sviluppo che ha preso avvio dalle sperimentazioni che autorità locali, privati ed organismi non profit, sono andati sviluppando in anni recenti.
Ciò equivale a dire che coesistono una concezione di Edilizia Residenziale Sociale meramente legata all’oggetto casa e una concezione di Social Housing che è invece centrata sul processo abitativo, sull’abitare come pratica di vita e di socialità, in netto contrasto dunque con il modo passivo di abitare entro spazi concessi dallo Stato.

In molti territori dei paesi EU lo Housing sociale rappresenta oggi l’insieme di alloggi e servizi, di azioni e strumenti, con i quali si intende offrire (a chi non riesce a soddisfare il proprio bisogno abitativo per ragioni economiche o per l’assenza di una offerta adeguata) un contesto abitativo e sociale dignitoso, all’interno del quale sia possibile non solo accedere ad un alloggio adeguato,ma anche a relazioni umane ricche e significative.

Questo implica tuttavia un profondo rinnovamento degli stessi profili progettuali dei quartieri urbani che debbono risultare idonei ad una coabitazione responsabile, vale a dire a facilitare l’introduzione di nuove e flessibili categorie di servizi, a rafforzare le relazioni con il quartiere, a presidiare il territorio, a sviluppare senso di comunità ed appartenenza.

La chiave del successo delle sperimentazioni di S.H. risiede dunque nel creare spazi abitativi di nuova concezione (ad esempio moduli abitativi flessibili dedicati all’esperienza del cohousing ed alla residenza temporanea). A differenza delle politiche abitative tradizionali che affrontano il disagio abitativo quasi esclusivamente attraverso l’offerta di alloggi a canone calmierato, lo H.S. al contrario punta a soddisfare in modo innovativo tre distinte tipologie di fabbisogno abitativo: in emergenza, come necessità abitativa temporanea, come bisogno abitativo stabile. Ma il tratto innovativo, peculiare dello S.H. risiede nella dimensione relazionale degli inquilini con le nuove o rinnovate forme dell’abitare.

Questa socialità relazionale si articola in varie forme: residenze con spazi comuni e servizi di vario tipo (servizi di orientamento, servizi socio-sanitari e di accompagnamento, assistenza domiciliare etc); progetti abitativi che puntano sul coinvolgimento attivo dei residenti nella fase di realizzazione o di manutenzione (autocostruzione, autorecupero, recupero, cohousing, retrofit energetico); apertura di servizi forniti ai residenti ed al vicinato; passaggio dall’amministratore condominiale al gestore socio/immobiliare, etc.

Altro elemento che connota lo S.H. è il concetto di integrazione nell’edilizia sociale, così denominato per il consolidamento sempre diffuso di un Partenariato tra settore pubblico, privato e no profit, sia nel finanziamento che nella gestione dei progetti. Negli ultimi anni si sta assistendo infatti allo sviluppo di interventi di S. H. condotti da soggetti del Terzo Settore (spesso sostenuti da enti locali, fondazioni bancarie, privati) che attivano strumenti di sostegno abitativo ( agenzie per l’affitto, residenze per l’inclusione sociale, residenze condivise etc). Ciò induce la crescita di una Rete di soggetti che sostituiscono la precedente logica del top down con quella del net working che coopera e co-produce beni e servizi.

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